“Tiresia lo sapeva” di Graziella Di Bella

13,00

Tiresia lo sapeva di Graziella Di Bella è la silloge d’esordio dell’autrice catanese, una silloge poetica intensa e visionaria che intreccia memoria, identità e coscienza civile. Il titolo richiama Tiresia, il veggente della tradizione classica, come metafora di una conoscenza profonda che precede la consapevolezza: la voce poetica sa, intuisce, attraversa il caos per approdare alla metamorfosi.

Come sottolinea nella prefazione Roberta Placida, l’opera si configura come un vero e proprio diario lirico, in cui l’autrice riversa sé stessa trasformando la parola in logos e catarsi, capace di farsi voce delle ferite individuali e collettive.

Le poesie si muovono tra autobiografia e sguardo universale, dando spazio all’infanzia, al rapporto con i genitori, al dolore della perdita e alla malattia, fino a farsi denuncia delle ingiustizie sociali: violenza sulle donne, femminicidio, spose bambine, diritti negati. Il linguaggio, ricercato ma limpido, alterna visione onirica e concretezza emotiva, fondendo simboli, richiami mitologici e realtà quotidiana.

La Sicilia — con l’Etna, i riti, le stagioni — è presenza viva e simbolica, mentre la poesia diventa atto di resistenza e di cura. Tiresia lo sapeva è un canto di rinascita e consapevolezza: una poesia-oracolo che ascolta l’altrove e restituisce dignità alla voce femminile e all’umanità ferita.

 

Descrizione

“Tiresia lo sapeva che Di Bella avrebbe dato ascolto, prima o poi, al daimon che da sempre l’aveva cercata per farla diventare oracolo di poesia: è questa la carta che il Mercante di sogni ha estratto a sorte e che la poetessa ha accettato regalandoci versi sublimi per bellezza e intensità.”

Tiresia lo sapeva di Graziella Di Bella è la silloge d’esordio dell’autrice catanese, una silloge poetica intensa e visionaria che intreccia memoria, identità e coscienza civile. Il titolo richiama Tiresia, il veggente della tradizione classica, come metafora di una conoscenza profonda che precede la consapevolezza: la voce poetica sa, intuisce, attraversa il caos per approdare alla metamorfosi.

Come sottolinea nella prefazione Roberta Placida, l’opera si configura come un vero e proprio diario lirico, in cui l’autrice riversa sé stessa trasformando la parola in logos e catarsi, capace di farsi voce delle ferite individuali e collettive.

Le poesie si muovono tra autobiografia e sguardo universale, dando spazio all’infanzia, al rapporto con i genitori, al dolore della perdita e alla malattia, fino a farsi denuncia delle ingiustizie sociali: violenza sulle donne, femminicidio, spose bambine, diritti negati. Il linguaggio, ricercato ma limpido, alterna visione onirica e concretezza emotiva, fondendo simboli, richiami mitologici e realtà quotidiana.

La Sicilia — con l’Etna, i riti, le stagioni — è presenza viva e simbolica, mentre la poesia diventa atto di resistenza e di cura. Tiresia lo sapeva è un canto di rinascita e consapevolezza: una poesia-oracolo che ascolta l’altrove e restituisce dignità alla voce femminile e all’umanità ferita.

ISBN 9791280328281

 

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