Descrizione
La malattia immortale è una raccolta poetica che attraversa la fragilità dell’esistenza umana, indagando il dolore, la solitudine e la speranza come dimensioni ineludibili del vivere. Germano Innocenti compone un canto lucido e vertiginoso, in cui la malattia — fisica, morale, spirituale — diventa metafora di un male universale e insieme personale, da accogliere più che da curare.
Le sue poesie, nate dall’esperienza della pandemia ma rivolte oltre la contingenza, si muovono tra visione e confessione, tra ironia tragica e mistica laica.
Il poeta si fa tramite del male e della sua rivelazione, nel solco di una tradizione che evoca Rilke, Benn e Caproni, ma parla con voce propria, intensa e contemporanea.
Ne emerge una riflessione sull’uomo moderno — smarrito, febbrile, spezzato — che trova nella parola poetica non la guarigione, ma la consapevolezza che solo chi accetta la propria ferita può ancora dirsi vivo.
Prefazione di Fabio Cantelli Anibaldi, autore del libro “SANPA. MADRE AMOROSA E CRUDELE” che ha ispirato la docuserie su San Patrignano.
Silloge vincitrice del XII Premio dell’Editoria Abruzzese, sezione B.
ISBN 9791280328267
Germano Innocenti è nato a Magliano Sabina (Rieti) l’8 dicembre 1977. Nel 2004 si laurea in Scienze Politiche con la votazione di 110 e lode con una tesi su Michel Foucault. Già docente di Sociologia della globalizzazione e giornalista pubblicista dal 2018, partecipa a reading poetici, spettacoli teatrali e trasmissioni radiofoniche. Ha all’attivo quattordici pubblicazioni. “La malattia immortale” è la prima pubblicazione con la Daimon Edizioni.
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